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  MUSEO BAGATTI VALSECCHI
 Tipologia museo Museo Privato
 Categoria Arti applicate
 Numero annuo visitatori 10.000
 Materiale conservato Collezioni d’arte applicata dal XIV al XVI Secolo, dipinti rinascimentali.
 Modalità di visita Aperto da martedì a domenica; chiuso lunedì dalle ore 13,00 alle 17,45.
 Prezzo del biglietto € 6 intero; € 3 il mercoledì; per soci FAI, Touring, Amicotreno, Sole 24 Ore, CTS sconti del 30%.
 Servizi aggiuntivi Biblioteca, vendita merchandising.
 Materiale informativo Dépliant, catalogo.
 Indirizzo Via Gesù, 5 – 20121 Milano
 Città / provincia Milano / MI
 Numeri telefonici 02/76006132 – 76014857 - fax. 02/76014859
 indirizzo sito internet www.museobagattivalsecchi.org
 E-mail info@museobagattivalsecchi.org

Il Palazzo Bagatti Valsecchi, nel cuore di Milano, ospita una casa museo fra le più importanti e meglio conservate d'Europa. A reggerla è una fondazione privata, voluta dagli eredi Bagatti Valsecchi per rendere pubblico il patrimonio d'arte raccolto nella dimora di famiglia a fine Ottocento.
Nel 1883 i nobili fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi inauguravano la nuova facciata del loro palazzo tra Via Santo Spirito e Via Gesù, accanto a via Montenapoleone nel centro di Milano. Coronavano così il progetto di costruire una dimora ispirata alle abitazioni signorili del Cinquecento lombardo. In piena coerenza con simile intenzione, la casa fu arredata con oggetti d'arte rinascimentale.
Ogni stanza si arricchiva di suppellettili preziose, di arredi pregiati e di opere d'arte. Gli ambienti erano pensati come luoghi dove abitare, e gli stessi manufatti antichi raccolti dalla passione dei due fratelli diventavano oggetti d'uso e venivano impiegati nella vita domestica e quotidiana.

Fausto e Giuseppe si impegnarono in prima persona nel progettare il palazzo, del cui splendore furono infaticabili artefici. Tuttavia l'impegno di collezionisti e l'esercizio dell'architettura, alla quali essi si dedicarono da dilettanti d'alto rango, non impedì loro di essere personaggi perfettamente inseriti nella vita della migliore società milanese. Di questa condivisero riti e mondanità e in particolare si segnalarono per il pionieristico impegno di sportivi, appassionandosi anche al velocipede e alle ascensioni aerostatiche.
L'interesse per le arti applicate fu uno dei tratti distintivi del collezionismo di Giuseppe e Fausto Bagatti Valsecchi. Gli antichi manufatti, restituiti all'uso loro proprio e impiegati nella vita familiare di ogni giorno, assicuravano ai preziosi ambienti allestiti dai due fratelli gli accessori giusti e il completamento adeguato.
Il quotidiano uso abitativo del palazzo impose la realizzazione di mobili e suppellettili che, sebbene sconosciuti ai signori dell'epoca sforzesca, erano invece in grado di rispondere alle esigenze di comfort e funzionalità della vita del XIX secolo. Dal pianoforte ai comodini, dagli armadi alla vasca da bagno ad acqua corrente, ogni inserto moderno fu arricchito o mascherato con decorazioni tratte dai repertori ornamentali quattro-cinquecenteschi.
Il desiderio di preservare l'unità stilistica della dimora, così come la necessità di sanare le eventuali lacune presenti nella fitta trama delle sue ambientazioni trovò soluzione nel moderno rifacimento in stile. La casa diventava così luogo di cimento per una nutrita schiera di artigiani lombardi. Queste maestranze specializzate - personaggi come i fabbri Piovelli e Biraghi, il marmista Pietro Benaglio, il pittore-stuccatore Angelo Stocchetti - furono chiamate a confrontarsi con i grandi modelli rinascimentali e coinvolte in un programma decorativo capillare. La serrata coerenza progettuale dei fratelli Bagatti Valsecchi si esercitava su ogni più minuto dettaglio.
Dal 1994, quando è stato inaugurato, il Museo offre alle visite ambienti di grande suggestione, dove preziose collezioni rinascimentali sono raccolte nel rispetto dell'allestimento ottocentesco: dipinti su tavola e tele, sculture e arredi lignei, armi e armature, ceramiche e vetri, oreficerie e avori, metalli lavorati e arazzi.
La ricchezza e la varietà delle collezioni si dispiega di stanza in stanza. Cofanetti in pastiglia dorata, maioliche delle più prestigiose manifatture italiane, cristalli veneziani cinque-seicenteschi, orologi solari in avorio, strumenti musicali antichi sono solo alcune delle suppellettili distribuite nei diversi ambienti del palazzo.
Il Museo svolge attività di ricerca e organizza corsi, seminari e convegni. Le sue pubblicazioni di saggistica dedicano particolare attenzione allo studio della cultura ottocentesca.



Il Progetto

Il Museo Bagatti Valsecchi si distingue per la sua dinamicità nell’ambito museale italiano, anche grazie all’elaborazione di progetti ed iniziative di grande interesse.
Il particolare citiamo due progetti: “Omaggio all’artigianato d’arte” e “Progetto Bambino”.

Il Progetto “Omaggio all'artigianato d'arte” si propone come strumento di lavoro anche per l'artigianato contemporaneo. Oltre a stimolare e ribadire la cultura della professionalità artigianale, con lo studio sistematico di un fare artigianale a cui si riconosce la dignità di strumento di indagine storica per la cultura del XIX secolo, il progetto presenta il museo come erogatore di servizi per l'artigianato oggi.
Il Museo Bagatti Valsecchi offre a enti pubblici e privati interessati allo sviluppo di questa straordinaria risorsa:
- servizi finalizzati alla formazione professionale, attraverso una approfondita riflessione sulle tradizioni culturali dell'artigianato d'arte, attraverso il recupero delle sue radici e della sua identità storica, attraverso la riflessione e la riproposta di modelli reinterpretabili con nuova creatività;
- servizi finalizzati alla creazione di un nuovo sviluppo del mercato del prodotto d'artigianato d'arte attraverso il merchandising museale;
- servizi finalizzati alla definizione e diffusione di inediti itinerari lombardi sulle orme di maestranze e botteghe artigiane d'arte.
Il Museo Bagatti Valsecchi è inoltre disponibile a studiare forme di collaborazione mirate alla valorizzazione dell'artigianato d'arte

Tramite il “Progetto Bambino”, il Museo Bagatti Valsecchi si rivolge all'infanzia con un'iniziativa dedicata ai bambini tra i cinque e gli undici anni d'età. I bambini sono accompagnati attraverso le stanze del museo da guide specializzate, e stimolati durante il percorso con l'uso del gioco e con la narrazione di una fiaba, "La dimora incantata", che si ispira alle stanze della casa museo.


MOSTRA Capolavori in smalto e avorio. Pietro Bagatti Valsecchi e la miniatura d'après 24 novembre 2004 - 6 febbraio 2005 Prorogata fino al 6 marzo 2005

La mostra, curata da Fernando Mazzocca e Sergio Rebora con la collaborazione di Bernardo Falconi e Anna Maria Zuccotti, intende ricostruire l'articolato panorama dell'arte della miniatura ottocentesca partendo dalla restituzione della figura di Pietro Bagatti Valsecchi, al tempo noto miniaturista e padre dei due fratelli Fausto e Giuseppe. A questi ultimi si devono la raccolta delle collezioni e l'allestimento definitivo del palazzo di via Gesù 5, al piano nobile del quale è collocato il Museo.
La mostra sarà articolata in 5 sezioni:

La collezione di Giovan Battista Sommariva
In mostra trenta miniature su avorio e rame appartenute al conte Giovanni Battista Sommariva, celebre collezionista e mecenate del primo Ottocento, riproducente la sua straordinaria raccolta di dipinti, antichi e contemporanei, un tempo custodita nelle dimore di Parigi e di Tremezzo, sul Lago di Como. Tra gli autori alcuni dei migliori miniaturisti del tempo quali Abraham Constantin, Adèle Chavassieu d'Audebert, Edouard Gautier Dagoty, Giambattista Gigola, Henry L'Évêque.

Le miniature di Abraham Constantin per Carlo Alberto di Savoia
In mostra diciotto grandi miniature su smalto riproducenti opere d'arte famose realizzate da Abrahm Constantin, acquistate nel 1824 da Carlo Alberto di Savoia e oggi nelle collezioni della Galleria Sabauda di Torino. Gli autori cui ha guardato il miniaturista ottocentesco spaziano da Raffaello ad Andrea del Sarto, da Tiziano a Rubens.

Pietro Bagatti Valsecchi
L'ampia sezione dedicata al miniaturista Pietro Bagatti Valsecchi (Milano, 1802-1846) ne ricostruisce l'attività al tempo assai celebrata esponendo un folto nucleo di ritratti in miniatura che effigiano i suoi familiari e i personaggi dell'entourage dell'artista. A queste opere si aggiungono le raffinatissime miniature di riproduzione ispirate a famosi dipinti di autori ottocenteschi quali Palagio Palagi, Francesco Hayez o Francesco Podesti. Conclude la sezione un nucleo di dipinti a fuoco sul vetro, ambito che al tempo vide eccellere Pietro Bagatti Valsecchi. Oltre che a collezioni private, le opere esposte appartengono a prestigiose istituzioni quali la Pinacoteca Ambrosiana di Milano e le Gallerie dell'Accademia di Venezia.

Pietro Vergine
In mostra una selezione di miniature su smalto e su porcellana del bresciano Pietro Vergine (1800-1863) provenienti da collezioni private e dalle civiche Raccolte d'Arte e Storia di Brescia. Verso la fine degli anni Trenta, sull'esempio del suo maestro Gian Battista Gigola, Vergine si dedicò--unico a Brescia--alla pittura su smalto e su porcellana realizzando "studi" e "copie da celebri autori", sia antichi (Fra' Bartolomeo, il Correggio, il Guercino, Moroni, Raffaello, Reni) che moderni (Appiani, Bezzuoli, Diotti, Gigola, Hayez, Inganni, Landi, Migliara, Molteni, Podesti, Schiavoni).

La collezione Archinto
A chiudere l'ampio panorama dedicato all'arte della miniatura ottocentesca conclude la mostra un gruppo di cinque miniature di grande formato realizzate alla fine del XIX secolo dal milanese Augusto Gerosa.
In ogni sezione della mostra saranno esposti dipinti di importanti autori ottocenteschi quale esemplificazione dei modelli cui guardarono i miniaturisti del tempo.

La mostra è realizzata grazie al sostegno della Fondazione Cariplo e della Regione Lombardia.

Il catalogo della mostra è edito da Silvana Editoriale.

Un breve ciclo di incontri (13, 20, 27 gennaio 2005, ore 18) al Museo sono a corredo della mostra dedicata alla miniatura d'aprés.

Domenica 16 gennaio e domenica 23 gennaio alle ore 15.30 sarà possibile approfittare di una visita guidata alla mostra senza alcuna maggiorazione del costo del biglietto d'ingresso all'esposizione (6 Euro).

Per ulteriori informazioni si prega di contattare il Museo: tel. 02.7600.6132, fax 02.7601.4859

Attività didattiche Video Galleria fotografica
 
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