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  MUSEO DELL’ARTE DEL CAPPELLO
 Tipologia museo Museo Privato
 Categoria Cappello
 Numero annuo visitatori 3.000
 Materiale conservato Collezione di cappelli di feltro da uomo, antichi attrezzi, macchinari, documenti, archivio dell’ex Cappellificio Panizza
 Modalità di visita Aperto da Aprile a Ottobre, il martedì, il sabato e la domenica dalle 15,30 alle 18,30; luglio e agosto anche giovedì 15.30-18.30. Per visite guidate e scolaresche aperto tutto l’anno su prenotazione.
 Prezzo del biglietto 1 Euro
 Servizi aggiuntivi Biblioteca, spazio espositivo per mostre temporanee, sala convegni
 Materiale informativo Dépliant, catalogo
 Indirizzo Corso Belvedere, 279 – 28823 Ghiffa (Verbania)
 Città / provincia Verbania / VB
 Numeri telefonici 0323/59209 – 59174 - 59186
 E-mail museocappelloghiffa@libero.it
 Nome e qualifica responsabile Gian Paolo Gamba – Presidente Associazione pro Museo dell’Arte del CappelloFranco Mondolfo - Vicepresidente

Il museo dell'arte del cappello è situato all'interno del "Panizza Yachting Residence", edificio ottenuto dalla ristrutturazione del Cappellificio di Giovanni Panizza. L'idea di questo museo è maturata a Ghiffa nel 1976, quando un gruppo di tecnici del cappellificio organizzò una mostra del cappello. La chiusura dell'attività produttiva, che avvenne nel dicembre 1981, spinse il Dott. Antonio Gamba, ultimo amministratore delegato della ditta, a proporre la fondazione di un museo a ricordo di questa storica attività, tanto significativa per la zona del Verbano. Così il 30 giugno 1986 venne firmata una convenzione con la quale, i costruttori del residence, si impegnavano a concedere due sale, con vincolo d'uso e destinazione permanente ad attività museale. Infine il 1° maggio 1994 nasce una mostra storica sulla lavorazione del cappello di feltro fine, da quella antica, completamente manuale, a quella meccanizzata.

Il museo si divide in due sale: la prima è riservata al processo di feltrazione e la seconda al processo di finissaggio. All'ingresso vi è una serie di fotografie testimonianti le varie epoche di vita del Cappellificio Panizza e una panoramica delle ciminiere che costellarono la zona nel 1895. Si passa quindi alla prima sala in cui vi sono gli atti di fondazione dello stabilimento e una bacheca contenente vecchi attrezzi artigianali, recuperati in un'abitazione della "Antica via dei Cappellari" di Intra e una grande bandiera della "Universale Società dei Cappellari di Mutuo Soccorso di Intra e dintorni", fondata nel 1817. Seguono antiche stampe tratte dall'enciclopedia di Diderot e D'Alambert che mostrano l'arte dei cappellai quando le operazioni erano ancora totalmente manuali. Lungo le pareti verso strada si trovano i macchinari di minor mole, posizionati secondo le successive fasi di lavorazione. A causa delle loro dimensioni e del loro peso, non è stato possibile esporre le macchine più grosse utilizzate dal Cappellificio, che sono tuttavia presentate da una ricca e chiara documentazione fotografica. Nella seconda sala una schiera di macchine da cucire è disposta lungo una delle pareti: esse furono usate nel reparto di guarnissaggio e per la stampa di fodere e marocchini. La documentazione termina con un'esposizione di manifesti pubblicitari delle varie epoche, di cartelli da esporre nelle vetrine, di marchi di fabbrica diversificati che venivano stampati all'interno dei vari prodotti per distinguere la qualità del feltro. Infine si possono vedere alcuni modelli della produzione Panizza e altri di produzione americana in fogge varie. Una serie storica di modelli evidenzia pure l'evoluzione della moda nel tempo


Si apre a Ghiffa la nuova rassegna dei classici aperitivi culturali estivi dal titolo ‘Cosa hanno in testa le donne?’ organizzata dal Museo dell’arte del Cappello, dal 5 luglio al 9 agosto 2016

“Cosa hanno in testa le donne?” è il curioso tema individuato per la nuova rassegna dei classici aperitivi culturali estivi organizzata dal Museo dell’arte del Cappello di Ghiffa, che come di consuetudine si svolgeranno tutti i martedì di luglio alle ore 17.30.
I quattro appuntamenti in calendario approfondiscono il tema della moda dei cappelli femminili con un focus su un ornamento del costume tradizionale dei paesi di lago, la raggiera di spilloni (Sperada) che le donne un tempo portavano in testa.
La stagione si apre ufficialmente martedì 5 luglio ore 17.30 con l’inaugurazione dell’esposizione “Cappelli al femminile”, frutto di nuove donazioni ricevute dal Museo da parte delle signore Giuliana Alziati e Daniela Battistella. Prendendo spunto dai nuovi cappelli esposti si chiacchiererà di cappelli femminili ieri e oggi e seguirà un aperitivo “in rosa”.
Un anticipazione degli appuntamenti seguenti:
Martedì 12 luglio ore 17.30 ”Millinery hats & fascination hats”. Chiacchierata con Valeria Rastrelli e Matteo Montagnin, ufficio stampa Panizza1879, sull’attuale moda femminile dei cappelli. Un tuffo quindi in quello che “Panizza” è diventata oggi con la proposta di cappelli che si rivolgono anche al mondo femminile e non più solo agli uomini, come un tempo.
Martedì 19 luglio ore 17.30 ”Cappelli con un’anima”. Chiacchierata con Carlotta Sadino, designer - artigiana di cappelli, sul processo creativo e costruttivo dei suoi copricapo. Lo sapevate che una creativa milanese ha aperto un atelier nel Verbano dove “inventa” cappelli molto particolari? Il 19 luglio è l’occasione per scoprirlo…
Martedì 26 luglio “Donne di lago”. Gemellaggio tra paesi di lago sul tema del costume tradizionale e della raggiera di spilloni (sperada). Con partenza da Cannero alle ore 16.30 (ritrovo all’imbarco Hapimag) escursione in barca fino a Ghiffa con letture di brani letterari sulle donne di lago; a Ghiffa ore 17.30 chiacchierata con proiezione sulle raggiere di spilloni e il costume tradizionale femminile tra Lario e Verbano a cura di Barbara Cermesoni, conservatrice del Civico Museo di Erba. Si scopriranno somiglianze e differenze tra i costumi di diversi laghi e… piccola novità, si apprenderà come anche alcuni paesi del lago Maggiore e del lago d’Orta abbiano avuto in passato un uso della raggiera di spilloni.
Per chiudere la rassegna femminile Martedì 9 agosto ore 17.30 Concerto/incontro con la cantante Cristina Meschia per presentazione del suo CD “Intra” con rielaborazioni di motivi tradizionali, tra cui la canzone “Vado a Ghiffa a comprare un cappello”.
Per informazioni:
0323 670731 / 3487340347; museotattile@tiscali.it; www.museodellartedelcappello.it


Il Cappellificio Panizza e la lavorazione del Cappello

La fabbricazione del cappello di feltro fine era già una solida tradizione artigianale dell'Alto Verbano fin dal Settecento e, in particolare, a Intra e a Ghiffa. Il feltro, un "tessuto non tessuto", si ottiene da un intreccio naturale di peli di coniglio o di lepre. Dopo una lunga lavorazione può essere modellato a caldo e trasformato in un copricapo.
Accanto alla Borsalino di Alessandria, anche la fabbrica Panizza diventa famosa sui principali mercati mondiali per la qualità dei propri prodotti.
Questa importante fabbrica di cappelli nacque dopo il 1880 in un piccolo edificio situato lungo la riva del lago Maggiore, ma grazie ad un inizio promettente il locale divenne insufficiente e nel 1882 il proprietario, Giovanni Panizza, acquistò altri terreni dando subito via all'ampliamento. Nel 1893 scadde il contratto con il socio Ferri ed il signor Panizza nel 1897 diede vita ad una società con la famiglia Gamba. Questa unione porterà il cappellificio a grandi livelli tali da costringere, nel 1933 i due soci, a costruire un nuovo grande fabbricato destinato al reparto di imbastitura e soffiatura. Nell'ottobre del 1954 morì il signor Panizza e solo undici anni dopo anche la famiglia Gamba fu costretta ad abbandonare l'attività che cominciò ad attraversare un periodo di varie scadenze societarie che si conclusero nel 1972 quando Antonio Gamba tornò ad avere ampi poteri. Antonio Gamba però non riuscì a far rivivere il cappellificio e fu costretto a chiuderlo nel 1981.


La Feltrazione

La feltrazione è un processo che consiste nell'ottenere un manufatto compatto, non attraverso la tessitura di filati, ma utilizzando il pelo di alcuni animali - castoro, lepre, coniglio - che, mosso in presenza di umidità e di calore, ha la particolare proprietà di concatenarsi formando il feltro che, in altri termini, è un "tessuto non tessuto". Può anche essere considerato una pelliccia, ricostruita senza il supporto naturale della pelle. Esso è poroso e pertanto traspirante; è cedevole e quindi modellabile in varie forme, se convenientemente vaporizzato.
Morbido e caldo può essere rasato, satinato, scamosciato, vellutato e anche tinto in vari colori.

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