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  MUSEO DELLA LIQUIRIZIA “GIORGIO AMARELLI”
 Tipologia museo Museo Privato
 Categoria Alimentare
 Numero annuo visitatori Circa 35.000
 Materiale conservato Materiale relativo alla produzione e alla lavorazione della liquirizia: utensili agricoli, reperti archivistici, documenti, foto, esemplari della produzione.
 Modalità di visita Orario estivo: aperto dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 18,30 alle 20,00; giovedì apertura serale dalle 21,00 alle 23,00. Negli altri periodi dell’anno aperto solo la mattina dalle 9,00 alle 13,00.Ingresso gratuito, occorre la prenotazione in quanto le visite sono sempre guidate.
 Servizi aggiuntivi Vendita prodotti –, di propria produzione bookshop, vendita oggetti di merchandising, spazio espositivo per mostre temporanee, sala convegni.
 Laboratorio Il Museo è adiacente all’impianto per la produzione della liquirizia Amarelli.
 Materiale informativo Dépliant, catalogo, sito internet, video, CD.
 Indirizzo Strada Statale 106, Contrada Amarelli87068 Rossano (Cosenza)
 Città / provincia Cosenza / CS
 Numeri telefonici 0983/511219 - fax. 0983/510512
 indirizzo sito internet www.amarelli.it
 E-mail amarelli@amarelli.it - pina@amarelli.it
 Nome e qualifica responsabile Dott.ssa Pina Amarelli

Il piccolo Museo racconta la storia di questo prodotto, attraverso gli oggetti ed i documenti del passato. Attrezzi agricoli, abiti da donna, uomo e bambino per sottolineare la connotazione familiare dell’impresa, macchine rudimentali per la lavorazione della liquirizia, reperti archivistici ed etichette d’epoca.
Nella galleria centrale è possibile osservare il ciclo dell'antico sistema di produzione, dalle balle di radice agli utensili manuali, fino ai primi macchinari a vapore, rappresentati da un singolare "prototipo" di un grande "bollitore" destinato a sostituire le enormi caldaie alimentate dal fuoco a legna. E non mancano i "punti vendita" del tempo, la fedele riproduzione di un ufficio amministrativo da cui si spediva la merce in ogni parte del mondo, le ormai preziose "scatolette" che farebbero la gioia di tanti collezionisti
La struttura, comunque, non è (e non vuole essere) un museo di famiglia, né il museo di un singolo prodotto di marca: al contrario, essa vuole "raccontare" la storia di un'attività economica che ebbe grande consistenza nell'economia tardo aragonese, come in quella borbonica e postunitaria. Ed in questo intento riesce benissimo. Non solo per la documentazione presente, ma per il modo veramente sapiente con cui ogni singolo oggetto delle varie raccolte è stato sistemato

Per tutto questo la “Amarelli” fabbrica di liquirizia di Rossano Scalo ha ricevuto nel 2001 il Premio “Guggenheim impresa & cultura - Il Sole 24-Ore”, per la migliore azienda debuttante in ambito culturale, assegnato con la seguente motivazione: “Parte integrante di un progetto di riqualificazione funzionale, logistica e produttiva, il Museo della liquirizia Giorgio Amarelli comunica la filosofia della piccola e antichissima azienda calabrese, che vede nella progettualità familiare la manifestazione più autentica della sua identità. Attraverso il Museo, Amarelli racconta una storia d’impresa unica e singolare e trasmette i propri valori e la propria immagine di qualità”.


Inaugurato il nuovo sito all’indirizzo http://www.amarelli.it.

Sul nuovo sito è possibile esplorare il mondo virtuale di un’azienda che, dal 1731, coniuga sapientemente tradizione ed innovazione.
Seguendo questa filosofia la ditta Amarelli è stata “pioniera” di internet con un primo sito fondato sulla storia dell’impresa; subito dopo il dominio si è evoluto con una seconda “edizione” caratterizzata da una maggiore attenzione per i prodotti. Oggi si inaugura la terza esperienza sul web facendo rivivere il passato attraverso le più famose immagini degli archivi Amarelli, elaborate secondo le tecniche di comunicazione e di grafica più avanzate.


Rossano, antico centro bizantino della Calabria, è stato da sempre patria della liquirizia. Qui mettono le radici, nel senso più letterale dell'espressione, gli Amarelli, Baroni nonchè agricoltori attenti nella conduzione dei propri feudi.
Le coltivazioni venivano sapientemente alternate e, nei periodi di riposo dei terreni, si sfruttavano i rami sotterranei di una pianta che nasce spontanea sulla costa ionica, la liquirizia, la cui raccolta e vendita diventano fiorenti intorno al 1500.
Nel 1731 nasce un'organizzazione proto-industriale per la trasformazione delle radici in succo di liquirizia e per la successiva concentrazione: nascono così i primi bastoncini e la prima spezzata.
Ancora oggi, pur se tutto il processo è sofisticatamente computerizzato, il tocco finale spetta sempre al "mastro liquiriziaio" che sorveglia personalmente il giusto grado di solidificazione del prodotto.
Artigianalità e tecnologia continuano il loro suggestivo connubio in ogni struttura e reparto: la direzione e gli uffici sono ubicati nel quattrocentesco palazzo fortificato, è tuttora in funzione la mola di pietra del 1700 per la pressatura della radice ed è sempre attiva la caldaia alimentata a sansa di olive, in perfetta simbiosi tutti i collegamenti avvengono on-line, gli estrattori sono di lucido acciaio ed il confezionamento è iper-automatizzato.

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