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  MUSEO DEL SIGILLO
 Tipologia museo Museo Comunale
 Categoria Sigillo , Arti applicate
 Numero annuo visitatori 9.000
 Materiale conservato Sigilli (matrici e impronte) dal IV millennio avanti Cristo all’inizio del XX Secolo.
 Modalità di visita Orari: martedì dalle ore 16,00 alle 19,00da mercoledì a domenica dalle ore 10,00 ale 12,00 e dalle 16,00 alle 19,00; lunedì chiuso.Terza domenica del mese: ore 10,30 - visita guidata gratuita al solo prezzo del biglietto d'ingresso (€ 3,10)
 Prezzo del biglietto € 3,10 intero; biglietto comulativo € 7.75 euro (comprendente visita al museo Formentini, al museo Lia e al museo del Sigillo)
 Servizi aggiuntivi Bookshop, sala convegni
 Indirizzo Palazzina delle Arti
 Città / provincia La Spezia / SP
 Numeri telefonici +39 0187.778544 - fax. +39 0187 731408
 indirizzo sito internet www.castagna.it/museodelsigillo/home.htm
 E-mail museodelsigillo@castagna.it
 Nome e qualifica responsabile Dott.ssa Marzia RattiDott.ssa A. Rozzi

Ospitato nella Palazzina delle Arti "Lucio R. Rosaia", costruzione neogotica che si affaccia sull'antica via del Prione, il Civico Museo del Sigillo della Spezia è nato nell'anno 2000 a seguito della donazione, da parte dei coniugi Lilian ed Euro Capellini, della più completa collezione sfragistica che mai sia stata riunita. La raccolta, frutto di trent'anni di ricerche sul campo affiancate da collaborazioni con le più famose case d'asta, si è avvalsa dei contatti con i maggiori studiosi del settore che hanno curato la pubblicazione dei cataloghi specifici. I rapporti con l'Archivio Segreto Vaticano, con l'Archivio della Città Proibita di Beijing e con la Maison Lalique di Parigi hanno consentito di selezionare il materiale realizzando, a giudizio di esperti in sillografia europei, americani ed asiatici, un'esposizione unica nel suo genere qualitativamente e quantitativamente. Presentando sigilli dal IV millennio a.C. all'epoca contemporanea, il Museo è tutto da scoprire.



Il sigillo, impronta dell'uomo

Nel linguaggio corrente il termine "sigillo" indica sia la matrice, cioè l'oggetto (in pietra, metallo, legno od altro) che reca inciso in negativo il simbolo da riprodurre sia l'impronta, ovvero lo stampo in positivo ottenuto applicando il negativo su sostanze morbide (argilla, cera, ceralacca) o tramite inchiostratura. Attraverso l'esposizione di oltre millecinquecento esemplari originali, il Museo del Sigillo della Spezia ha lo scopo di tracciare lo sviluppo delle impronte nella storia della civiltà.

Dall'antichità al Rinascimento
Il percorso espositivo, basato sulla scansione cronologica e geografica, si apre con la presentazione dei numerosi reperti provenienti dall'area compresa tra Anatolia e Iran dove comparvero le prime matrici, utilizzate come contrassegno, databili alla fine del IV millennio avanti Cristo. Questi antichissimi strumenti destinati alla marchiatura permettono di introdurre il visitatore all'uso delle matrici-amuleto nell'Egitto faraonico, con sigilli a forma di scarabeo realizzati in pietra e faience, e di giungere agli anelli sigillari romani di età imperiale, dai castoni in corniola o pasta vitrea elaborati dall'antica glittica, affiancati in vetrina da esemplari di epoca medievale e rinascimentale tra i quali spicca quello appartenuto allumanista forlivese Flavio Biondo.


I sigilli ecclesiastici

Testimoniato dalle matrici tonde o a "navetta" l'uso del sigillo ecclesiastico dal Trecento all'Ottocento è ben rappresentato nell'esposizione museale; tipari bronzei di archidiocisi, compagnie, confraternite e della Reverenda Camera Apostolica sono collocati accanto alle impronte in cera e piombo uscite da cancellerie papali e vescovili ed a stampi per pani ecauristici risalenti al V-VI secolo.


I grandi maestri

Il periodo di maggior uso e splendore del sigillo è senza dubbio quello compreso tra i secoli XVIII e XIX. La sezione della collezione Capellini dedicata alle produzioni dal Settecento al periodo Liberty presenta esemplari in argento, bronzo, avorio, tartaruga, pietre dure, conchiglia, porcellana e i cosiddetti "sigilli curiosi", cioè libere elaborazioni o applicazioni della funzione di matrice su oggetti nati per altri scopi utilitari bastoni, martelli, fiale da profumo, cavatappi, ecc).i sigilli in vetro e cristallo creati dalla sensibilità di René Lalique vengono proposti in vetrine che accolgono la produzione di questo maestro dell'Art Nouveau e della sua scuola con esemplari spesso rarissimi.
Chiudono la visita alla prima sala le matrici dalle impugnature metalliche decorate da figure allegoriche, da ritratti di personaggi storici o da semplici e accattivanti statuette quasi tutte firmate dai grandi nomi della bronzistica d'oltralpe tra i quali Joseph Bosio, detto "il Canova francese". La seconda sala, intitolata a Lilian Capellini, presenta i sigilli-gioiello in oro e pietre preziose e soprattutto i pezzi elaborati da Fabergé, l'orefice degli Zar. Di particolare interesse storico sono la piccola matrice in forma di fungo, realizzata per il granduca Alexander Mikhailovich e un sigillo donato dalla regina Vittoria al nipote Albert di Prussia.


L'oriente

Nel terzo ed ultimo ambiente è stata allestita la ricchissima sezione di sigilli provenienti dall'Oriente
L'arco di tempo compreso tra il IV secolo a.C. e l'età contemporanea è testimoniato dalle piccole matrici arcaiche, in bronzo, e dagli esemplari di maggiori dimensioni realizzati in avorio, cristallo, argento, porcellana, corno e pietra.
Vanto della collezione sono i sigilli cinesi elaborati dai maggiori calligrafi e pittori dei secoli XIX e XX e l'esemplare in giada, già facente parte della raccolta di proprietà della contessa di Bismarck.

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