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Spazio Junior - Attività didattiche
 
 
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  Museo del Falegname “Tino Sana”
 Tipologia museo Fondazione
 Categoria Legno , Burattini , Tarsia , Strumenti musicali
 Numero annuo visitatori 3.710 (valido per il 2001)
 Materiale conservato Ricostruzione di varie botteghe della lavorazione del legno (falegname, carraio, bottaio, intarsiatore, ecc.), raccolta di bici in legno, collezione di burattini, segheria con funzionamento ad acqua.
 Modalità di visita Il Museo è aperto al Sabato dalle 15.00 alle 18.00 e alla Domenica dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.Il museo è chiuso nel mese di Agosto, nelle festività nazionali e infrasettimanali.Il museo può essere visitato durante la settimana da gruppi e scolaresche previo appuntamento (tel. 035.554.411)
 Prezzo del biglietto € 6 intero, € 3 ridotto.
 Servizi aggiuntivi Biblioteca, bookshop, bar, spazio espositivo per mostre temporanee, sala convegni.
 Laboratorio Laboratorio artigiano adiacente al Museo con funzioni didattiche, formative e di restauro.
 Materiale informativo Dépliant, catalogo
 Indirizzo Via Papa Giovanni XXIII, 59Almenno San Bartolomeo (Bergamo)
 Città / provincia Bergamo / BG
 Numeri telefonici 035/554411
 indirizzo sito internet www.tinosana.com/museo.htm
 E-mail museo@tinosana.com
 Nome e qualifica responsabile Costantino Sana - Presidente

Questo Museo potrebbe essere denominato il Museo degli artigiani del legno.
I criteri espositivi, condizionati dalla grande mole del materiale a disposizione, dallo spazio limitato e dalla varietà dei temi, lasciano ampia libertà di approccio al visitatore. I circa 1500 metri quadrati di superficie espositiva propongono una distribuzione di tutto il materiale su due piani, raggruppato per temi omogenei: gli utensili, i macchinari, i prodotti finiti, gli strumenti, o impaginato, entro semplici quinte mobili in vere e proprie botteghe artigiane, ricostruite fedelmente in tutti i particolari.




La bottega del falegname

La Bottega del Falegname è composta, oltre che dal tipico tavolo da lavoro, dai cavalletti, dai martelli, dalle lime e raspe, dal girabacchino, dai pialloni e dalle seghe, dagli attrezzi più comuni.
In un angolo la tipica molatrice a pedale, perlopiù impiegata dagli arrotini. Alle pareti gli scaffali con i barattoli delle vernici e delle polveri all'anilina, l'immancabile quadretto di S. Giuseppe protettore dei falegnami.



La bottega del Carraio

Il carro risulta essere una delle invenzioni più antiche realizzate in legno a servizio dell'uomo per facilitare i suoi spostamenti e il trasporto merci.
Originariamente piene, le ruote dei carri si trasformarono in strutture sempre più leggere e più complesse nella realizzazione.
I carradori nel 1706 entrarono a far parte della corporazione dei fabbri con i quali condividevano parte dei sistemi di lavorazione.
Tra i vari attrezzi e arnesi in mostra alle pareti o a pavimento spiccano quelli classici per la lavorazione del legno e del ferro e, soprattutto, il primitivo bancale per l'assemblaggio dei raggi con i mozzi e con l'asse, con il cerchio.
Un esemplare di prestigio del XVII secolo preannuncia la presenza nel Museo anche di una vasta raccolta di carri di foggia e provenienza diversa.



La bottega dello zoccolaio

Alcuni modelli di zoccoli in legno, quelli invernali con la banda di cuoio completamente chiusa per riparare dal freddo e con possenti chiodature per evitare scivolono, quelli estivi, più leggeri e con una semplice fascia di cuoio, fanno da fondale alla Bottega dello Zoccolaio.
Un artigiano dalle origini antichissime, pare addiritture coincidenti con l'avvento dell'Era cristiana, costretto ad abitare nei boschi per poter facilmente reperire la materia prima.
Negli ultimi secoli poche erano le botteghe vere e proprie di questo tipo, poichè quasi tutti i cittadini, soprattutto in montagna, producevano in casa, nelle lunghe sere d'inverno: zoccoli, mestoli, manici per gli utensili, rastrelli, cucchiaioni, ciotole e quant'altro era realizzabile in legno ad uso domestico e agricolo.



La bottega dell’intarsiatore

La Bottega dell'Intarsiatore fornisce uno spaccato assai interessante delle tecniche e degli attrezzi per la lavorazione.
Tutto il materiale esposto apparteneva a diversi artigiani operanti nella bassa bergamasca, dove ancora oggi assai praticata è questa attività. Con i disegni puntali, e alcuni esemplari di decori finti, con i vari attrezzi per la tracciatura e il taglio e la tinteggiatura e l'incollaggio, sono in mostra diversi caratteristici esemplari di trafori a pedale e a mano.



La bottega del liutaio

La bottega di un maestro Liutaio è forse quella che più d'ogni altra suscita curiosità e meraviglia per il fascino evocativo che riesce a sprigionare. Per i rimandi a un mestiere antico che forse più d'ogni altro meglio coniuga arte e tecnica, accattivandone per quel tanto di misterioso che lo circonda, per i segreti e le regole che lo governano, per il fascino che la musica sprigionata dai suoi prodotti continua a suscitare, da secoli.



La sala delle biciclette

Nella sala dedicata alle biciclette sono in mostra rarissimi esemplari, alcuni unici, coma la Draisina del 1820, tutta in legno e senza pedali, che prevedeva ancora la spinta con le gambe; la famosa Michandina del 1861, il primo modello con pedali del quale, sempre dello stesso costruttore, sono ancora esposti esemplari del 1865, del 1867, del 1869. Di grande interesse per la forma sono il triciclo e il biciclo in ferro del 1880.
Altre biciclette storiche esposte sono quelli appartenutea diversi compioni del recente passato come Coppi e soprattutto con il bergamasco Felice Gimondi.


La sala dei burattini

Nella sala per i burattini, un vero e proprio fac simile di teatro con panchine a sedere per gli spettatori, come una volta, con la baracca attrezzata di tutto punto, si possono ammirare centinaia di "teste si legno" appese in bell'ordine alle pareti.
Anche in questa è una collezione rarissima per la qualità e quantità di esemplari di grande pregio, realizzati negli ultimi quattro secoli.
I più recenti sono opera di Benedetto Ravasio, un assai noto maestro-burattinaio bergamasco che un questo teatro ha tenuto diversi spettacoli.

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